Accompagno creativi, talent e leader che vogliono riallineare identità, presenza e voce pubblica.

Questo è un atelier di presenza.

Molte persone oggi riescono a costruire successo, autorevolezza e visibilità molto prima di riuscire a sostenerle interiormente.

Continuano a funzionare, creare, guidare, comunicare… Eppure iniziano lentamente a percepire una distanza crescente tra ciò che mostrano e ciò che sono diventate davvero.

Il personaggio continua a funzionare sul palcoscenico, davanti alle telecamere o in ufficio e - nonostante tutto - l’identità comincia a sentirsi stretta dentro la forma che ha costruito.

Questa frattura raramente è evidente all’esterno ma il corpo la conosce benissimo.

È lì che nasce il mio lavoro da coach.

Il mio, però, non è un coaching motivazionale e nemmeno mi interessa aiutare le persone a costruire un’immagine migliore o a ottimizzare la loro performance.

Quello che faccio è creare - per chi lavora con me - uno spazio di riallineamento tra presenza, identità e voce.

Mi piace definirlo un atelier di presenza.

Quando intervengo.

Chi si rivolge a me sta spesso attraversando momenti come questi:

  • Il personaggio costruito continua a funzionare, ma qualcosa dentro non riesce più ad abitarlo completamente.

  • La visibilità cresce, ma il corpo inizia a percepire il costo invisibile dell’esposizione continua.

  • All’esterno tutto sembra funzionare, ma interiormente emerge una distanza crescente dal proprio centro.

  • Si sta entrando in una nuova fase identitaria e la presenza pubblica non corrisponde più alla persona che si è oggi.

  • È stata costruita un’immagine autorevole, ma emerge il bisogno di una forma di presenza più vera e sostenibile.

Cosa dice chi lavora con me.

«Grazie a Livia ho imparato a integrare parti di me come ambizione e vulnerabilità, che prima vivevo come contraddizioni e che invece si sono rivelate delle risorse. Mi ha dato più consapevolezza e questo mi permette di fare scelte più mirate, più sane e più efficaci.

A differenza di altri percorsi seguiti in passato, stavolta sento di aver interiorizzato il lavoro svolto insieme e questo si riflette in più lucidità e stabilità. È un percorso che consiglierei solo a persone che hanno davvero voglia (e coraggio) di mettersi in discussione».

Rossella Migliaccio
Divulgatrice, Autrice e Imprenditrice

Il mio background professionale e il mio sguardo sul mondo.

Per quasi vent’anni ho lavorato all’incrocio tra media, tecnologia e cultura digitale ricoprendo il ruolo di manager in aziende internazionali come Meta e Twitter, occupandomi di partnership strategiche e lavorando a stretto contatto con creator, talent, media company, figure pubbliche, istituzioni culturali e leader internazionali.

Ho osservato dall’interno cosa accade quando la visibilità cresce più velocemente della capacità di integrarla…

Persone brillanti che continuavano a funzionare pubblicamente mentre interiormente iniziavano a sentirsi sempre più distanti da sé stesse.

Identità costruite per sostenere la performance che diventavano, col tempo, difficili da abitare.

Presenze forti all’esterno accompagnate da una crescente sensazione di disallineamento interno.

Nel tempo ho affiancato a questa esperienza una formazione nel coaching per il benessere integrale, nel lavoro somatico e in approcci simbolici che permettono di leggere i pattern identitari su livelli che la sola analisi strategica non riesce a raggiungere.

È l’integrazione di questi mondi che definisce oggi il mio approccio.

Credo che il mondo contemporaneo stia lentamente spingendo verso forme di presenza più autentiche e sostenibili.

Non intendo autenticità come esposizione totale, spontaneità permanente o assenza di filtri. Credo piuttosto nella possibilità di costruire una presenza pubblica che, pur avendo forma, linguaggio e intenzione, resti profondamente coerente con la persona che la abita.

Mi interessa aiutare le persone con cui lavoro a incarnare questa transizione: trovare una forma di presenza che non richieda dissociazione o distanza costante da sé stesse.

Inizio sempre da una conversazione di orientamento per capire se esistono le condizioni giuste per lavorare insieme.

Non propongo soluzioni pre-confezionate ma lavoro in modo sartoriale. Ogni percorso nasce dal momento specifico che una persona sta attraversando.

Questo lavoro non serve a costruire un personaggio o una maschera più efficace: serve a rendere sostenibile la persona che esiste dietro di esso.

Come iniziare?