Un approccio interdisciplinare.
Il mio lavoro parte da un'idea semplice: il pensiero razionale è uno strumento straordinario, ma non è l'unico modo attraverso cui comprendiamo il mondo.
Prestiamo attenzione, percepiamo, immaginiamo, associamo, intuiamo. Il corpo registra informazioni prima ancora che riusciamo a formularle. Immagini e metafore possono mostrarci connessioni che non avevamo considerato. A volte un'intuizione precede di molto la capacità di spiegare razionalmente perché qualcosa ci sembra importante.
Il mio approccio consiste nell'imparare a utilizzare più consapevolmente queste diverse risorse, facendole dialogare tra loro.
Non si tratta di sostituire la ragione con l'intuizione, ma di ampliare gli strumenti attraverso cui osserviamo una situazione, generiamo possibilità e prendiamo decisioni.
Attenzione, immaginazione e intuizione.
Una parte importante del lavoro consiste nel coltivare capacità che possediamo già, ma che nella velocità della vita quotidiana utilizziamo spesso in modo inconsapevole.
L'attenzione ci permette di accorgerci di ciò che normalmente sfugge e distinguere ciò che conta dal rumore.
L'immaginazione ci permette di andare oltre ciò che già conosciamo, creare connessioni e concepire possibilità che ancora non esistono.
L'intuizione ci permette di riconoscere informazioni, sensazioni e pattern prima ancora di riuscire a trasformarli in un ragionamento compiuto.
A queste si aggiunge il discernimento: la capacità di interrogare ciò che emerge, metterlo alla prova e distinguere un'intuizione significativa da una paura, un desiderio o un automatismo.
Il mio lavoro non consiste quindi nell'insegnarti a "fidarti sempre dell'istinto", ma nel costruire una relazione più sofisticata con le diverse forme attraverso cui conosci e interpreti ciò che hai davanti.
Gli strumenti di lavoro.
Oltre al dialogo e alla scrittura riflessiva, durante gli incontri possiamo lavorare con sogni, immagini, metafore, miti, archetipi e strumenti simbolici.
I simboli sono una delle più antiche tecnologie del pensiero. Da millenni gli esseri umani li utilizzano per dare forma a ciò che è difficile esprimere a parole, creare connessioni e accedere a significati che il ragionamento lineare fatica a raggiungere.
Nel mio lavoro li utilizzo come strumenti di esplorazione, immaginazione e pensiero. Un'immagine inattesa può spostare il punto di vista, rompere un'associazione abituale, mettere in relazione elementi apparentemente lontani e far emergere domande o intuizioni che fino a quel momento erano rimaste fuori dal nostro campo visivo.
Anche i tarocchi entrano in questo spazio: un sistema di immagini e archetipi capace di introdurre nuove prospettive e aprire possibilità di interpretazione. Il loro valore sta proprio in ciò che riescono a mettere in movimento nel pensiero e nell'immaginazione.
Ogni strumento viene scelto in funzione della persona e della domanda che stiamo esplorando. Il centro del lavoro rimane sempre lo stesso: ampliare lo sguardo e aumentare le possibilità di vedere, pensare e scegliere.
Cosa succede durante gli incontri.
Ogni sessione parte da qualcosa di concreto: una domanda, una decisione, un progetto, un'intuizione, una difficoltà o una possibilità che vuoi esplorare.
Possiamo lavorare per mettere a fuoco una situazione, distinguere ciò che conta dal rumore, osservare un problema da prospettive diverse o generare alternative che fino a quel momento non avevi considerato.
A volte significa prendere una decisione. Altre volte alimentare un processo creativo, sviluppare un'intuizione ancora confusa, attraversare una fase di cambiamento o interrogare qualcosa che continua a richiamare la tua attenzione.
Il lavoro consiste anche nello scoprire quali domande vale davvero la pena farsi.
Un percorso costruito intorno a te.
Ogni percorso prende forma dall'incontro tra ciò che porti, le capacità che vogliamo sviluppare e gli strumenti che possono essere più utili per esplorarlo.
Il mio compito è aiutarti a prestare attenzione in modo diverso, mettere in discussione ciò che sembra ovvio, generare possibilità e riconoscere le risorse che hai già a disposizione.
Spesso ciò che ci impedisce di trovare una direzione è il fatto che continuiamo a guardare la domanda sempre dallo stesso punto. Qui si lavora in modo diverso.
Le uniche cose che devi portare sono quelle che non posso portare al posto tuo:
Curiosità per esplorare anche ciò che non avevi previsto.
Motivazione, per trasformare ciò che emerge in pratica.
Fiducia, per stare nel processo di ricerca.
Ti interessa approfondire?
Sono sufficienti trenta o quaranta minuti per capire se c'è allineamento.
Una conversazione reale per vedere se la situazione che porti è qualcosa con cui posso lavorare e se ci sono le condizioni necessarie per farlo bene.